L’Automation cambierà Content e Native Adv?

Post_DE_260615

Si preannuncia una grossa crescita per Content Marketing e Native advertising. Dalla ricerca di PulsePoint e Digiday dell’aprile scorso, risulta infatti che il tasso di crescita di entrambi possa superare quello degli altri formati nel giro di due anni. Prima di questo, gli addetti marketing dovranno districarsi tra gli ostacoli posti da efficienza, misurazioni e targeting. Tutte cose che possono essere risolte da un tecnologia che automatizza determinate operazioni.

Quando è stato chiesto ad agenzie e professionisti del marketing in UK e USA di dare un feedback sulle barriere che incontrano prima di poter arrivare a fare di più a livello di Content Marketing e Native Adv, il 55% ha risposto che il problema più grosso consiste nella scarsezza di risorse e nel budget necessario per fornire in maniera efficiente contenuti di alta qualità. Per il restante 50% degli intervistati il secondo problema emerso sono la misurabilità e il calcolo del ROI. Al terzo posto troviamo l’incapacità di definire un target e di creare una distribuzione scalabile.

La tecnologia verrà in soccorso dei professionisti del marketing, per far fronte a questi punti e cambiare il futuro di Content e Native. 6 su 10 tra agenzie, esperti di brand e publisher hanno detto che gli strumenti di automazione permetterebbero una più precisa targettizzazione, mentre quasi il 58% dichiara che sarebbe in grado di risolvere i problemi col ROI attraverso migliorate tecniche di misurazione e ottimizzazione. Distribuire i contenuti in modo scalare e creare contenuti di qualità più velocemente sono i risultati che ci si aspetta del marketing automation.

L’adozione di strumenti programmatici e di automazione per il native advertising non è molto alta. Corrisponde al 23% degli addetti US secondo i dati del Q4 2014 dell’Association of National Advertising (ANA), mentre secondo uno studio di Undertone di novembre 2014 meno di un quarto di publisher, agenzie e addetti marketing hanno acquistato native Adv in maniera programmatica.

Ma lo studio di Curata di gennaio 2015 fa emergere che i cambiamenti sono all’orizzonte: 6 su 10 addetti marketing negli USA hanno intenzione di incrementare gli investimenti tecnologici legati al Content Marketing. Certamente quest’ultimo non è intercambiabile con il Native Adv, come spiegano Digiday e PulsePoint “il Content Marketing è la strategia complessiva, mentre il Native è una tattica di esecuzione”. Ma i due certamente si intersecano, come emerge dallo studio. “Il Content marketing è il messaggio. Il Native Adv può essere l’involucro dentro il quale viene consegnato lo stesso”. Anche se gli addetti ai lavori possono decidere di utilizzarli singolarmente, la loro relazione è così forte che la tecnologia finirà per ridefinire contemporaneamente entrambi.

Share me: Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+